International Commission on Couple and Family Relations

Programma Roma 2019

FAMIGLIE E MINORI RIFUGIATI E MIGRANTI
Proteggere la vita familiare nelle difficoltà
Giovedì 14 Novembre 2019

16.00 – 19.30: Registrazione dei partecipanti

18.00 – 20.00: Brindisi di benvenuto (gratuito – per tutti i partecipanti registrati)

Venerdì 15 Novembre 2019

8.30 – 12.00: Registrazione dei partecipanti

Apertura dei lavori

09:30 – 10:30: Anne BERGER (Presidente ICCFR) e Francesco BELLETTI (Direttore CISF)

NORTH LANDING
Documentario di 17 minuti di PREETHI MANUEL, che racconta il pericoloso viaggio di un giovane migrante del Sudan alla ricerca di un luogo sicuro, accolto in una famiglia del Regno Unito. (Il film sarà proiettato senza interruzione in un locale apposito durante tutta la conferenza).

SESSIONE 1

10.30 – 11.30: Sessione di apertura in plenaria
Relazione fondamentale: aspetti descrittivi-demografici-sociologici
Prof. Tuomas MARTIKAINEN (Finlandia)
Vedi profilo del Prof. Tuomas MARTIKAINEN

Tuomas Martikainen è il direttore dell’Istituto per le Migrazioni della Finlandia. Le sue aree di interesse comprendono il rapporto tra la sfera religiosa (le organizzazioni, la mappatura e i cambiamenti contemporanei) e le migrazioni, l’integrazione dei migranti, e le migrazioni internazionali. Tra le sue pubblicazioni Religion, Migration, Settlement (Briil, 2013), la curatela di vari volumi e numerosi articoli in giornali e riviste accademiche. Dal 2015 lavora all’Istituto per le Migrazioni della Finlandia. Precedentemente ha lavorato all’Università Abo Academy e all’Università di Helsinki.

Discussant italiano: Antonello SCIALDONE (INAPP Roma)

11.30 – 12.00: Break

12.00 – 13.30: Gruppi di discussione

13.30 – 14.30: Pranzo

SESSIONE 2

14.30 – 15.30
Relazione fondamentale: Aspetti legali
Sir Mathew THORPE (Regno Unito)
Vedi profilo di Sir Mathew THORPE

Ex-Lord Justice of Appeal per l’Inghilterra e il Galles, è il vice-presidente della Sezione Famiglia e iniziale responsabile dell’International Family Law. È considerato il maggior esperto legale nel campo dei trasferimenti internazionali di bambini.

Discussant italiano: Paolo MOROZZO DELLA ROCCA (Università di Urbino)

15.30 – 17.00: Gruppi di discussione

17.00 – 18.30: Workshops 1 – 6

  1. L’ educazione dei bambini nei contesti di migrazione e richiesta di asilo. (in inglese)
    Relatori: Dr. Eveline Reisenauer (Istituto tedesco per la gioventù); Alissa Maxman (Università di Hildesheim); Prof. Dr. Manuela Westphal e Yasemin Ucan (Università di Kassel, Germania). Mostra i dettagli
    Anche se vi è una crescente consapevolezza delle conseguenze dei processi migratori sui minori, vi sono poche ricerche accademiche sulle condizioni dei minori che crescono nei contesti di migrazione o di richiesta di asilo. Il workshop cerca di colmare questo vuoto nella ricerca esplorando se, e come, le idee e le pratiche relative all’educazione familiare sono influenzate dall’esperienza migratoria. Ci domandiamo quindi quale ruolo possono avere i modelli educativi culturalmente mediati e le convenzioni del Paese di origine, le circostanze in cui avviene la migrazione, la durata della permanenza e lo status legale nel Paese di immigrazione, così come lo stress psicologico che il processo migratorio crea alle relazioni e all’educazione familiare. Il workshop inviterà a presentare interventi che considerino ogni aspetto della relazione tra famiglia, educazione e migrazione. Questo comprende le pratiche e le idee educative specifiche per le migrazioni, l’educazione nelle famiglie migranti dalla prospettiva dell’esperienza professionale, e le sfide della crescita dei figli in contesti migrativi. Incoraggiamo particolarmente contributi che esplorino la diversità e le dinamiche delle famiglie migranti e rifugiate rispetto all’educazione.
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  2. Servizi per la violenza domestica su donne e bambini rifugiati: come un’Agenzia americana affronta il problema in una città santuario (in inglese)
    Speakers: Claire Barnes, Dion Roberts, Beverly Upton (USA)
    Mostra i dettagli Il workshop esaminerà le difficoltà incontrate dagli operatori dei servizi per la violenza domestica nel sostenere le donne rifugiate che potrebbero essere entrate negli Stati Uniti senza permesso. L’incontro plenario presenterà le sfide e insieme le soluzioni, pratiche e politiche. Verrà illustrata anche la posizione di un esperto di diritto familiare europeo.
    Il 20 gennaio 2017 si è insediata l’attuale Amministrazione americana. Da quel giorno la situazione delle donne rifugiate nel nostro Paese è drammaticamente peggiorata. Le città americane e i loro abitanti dovrebbero, secondo l’Amministrazione, cooperare attivamente con l’Immigration and Customs Enforcement (ICE) nel localizzare ed espellere le donne immigrate che si sospetta siano entrate nel Paese senza autorizzazione. Chiedere che gli operatori dei servizi contro la violenza domestica collaborino nel rintracciare donne rifugiate che sono fuggite da violenza, uccisioni, stupri ed altre atrocità nei loro paesi di origine rende nuovamente vittime coloro che stanno letteralmente scappando per salvare la loro vita. I Paesi europei hanno sperimentato simili difficoltà con i rifugiati che fuggono dalla violenza e dai conflitti.
    Non è contro la legge cercare rifugio in America. Nonostante ciò, le donne rifugiate il cui status è in dubbio sono riluttanti nel cercare aiuto se sono state abusate dai propri partner, in famiglia, nella loro comunità o da membri di bande. Le Agenzie (ONG) che offrono aiuto a queste immigrate sono spesso in conflitto con le leggi che le regolamentano, i governi e i loro finanziatori.
    Implicazioni pratiche per le organizzazioni che combattono la violenza domestica: gli operatori si trovano in diretto contrasto con il governo degli Stati Uniti, e incontrano crescenti difficoltà o l’impossibilità di svolgere il loro compito.Claire Barnes, Segretaria/tesoriere della SST Family Foundation, San Francisco (USA)
    Dion Roberts, Direttore esecutivo della “Mary Elizabeth INN”, San Francisco (USA)
    Beverly Upton, Direttore esecutivo del Domestic Violence Consortium, San Francisco (USA)
  • Lo straniero alla porta: comprendere cosa crea e influenza le nostre reazioni personali e sociali a lo ‘straniero alla porta’ (in inglese)
    Relatore: Robin Purvis (Australia)
    Mostra i dettagli
    La crisi dei rifugiati è la sfida umanitaria del nostro tempo. Comprendere cosa crea e influenza le nostre reazioni personali e sociali a lo straniero alla porta è questione cruciale. Si propone un workshop interattivo ed esperienziale, per identificare i fattori intrapsichici quali negazione, paura delle differenze, perdita del territorio, dissociazione e proiezione che impediscono di accettare i rifugiati tra di noi. In Australia il governo ha assunto una rigida posizione di rifiuto dei rifugiati richiedenti asilo che arrivano via mare (conosciuti come “boat people”, popolo delle barche) che ha causato un’estrema polarizzazione nella nostra comunità. Verranno discussi i fattori che costituiscono il dilemma australiano, compresa le difficoltà di integrare i rifugiati che sono entrati nel nostro paese attraverso i canali ufficiali, e la conseguente frattura sociale.
    Il focus esperienziale del workshop aiuterà ad identificare attitudini, valori, contesti che danno forma al nostro pensiero e alle nostre reazioni, ed influenzano la nostra capacità di agire. La discussione consentirà di enumerare le sfide – emozionali, psicologiche e pratiche – che comporta integrare e fornire supporto sociale ed economico ai rifugiati in fuga da guerra, fame e povertà. Nell’articolare questi fattori psicodinamici, il workshop chiederà ai partecipanti uno sguardo introspettivo nelle realtà inconsce che influenzano le nostre reazioni e determinano le nostre azioni, o la loro mancanza.
  • Il ruolo delle organizzazioni religiose nel fornire sostegno alle famiglie migranti multigenerazionali: un intervento di coesione familiare in Sudafrica. (in inglese)
    Relatore: Imelda Diouf (Sud Africa)
    Mostra i dettagli
    Venticinque anni dopo l’avvento della democrazia, le famiglie migranti sperimentano la giovinezza come una particolare sfida alla coesione familiare. Ci sono crescenti pressioni, mentre i genitori si trovano ad essere genitori di figli giovanissimi a loro volta già genitori. Dei 20,3 milioni di persone in età 15-34, il 40,7% non lavorano né studiano. I servizi pubblici sono allo stremo, le famiglie si spezzano. Le organizzazioni religiose possono fornire soluzioni per rafforzare la vita familiare e prevenire ulteriori trasferimenti alle famiglie migranti?
    Il Progetto di Coesione Familiare (PCF) è stato attuato come intervento pilota per aiutare le famiglie a migliorare le loro condizioni di vita. Dopo 14 mesi di attività, utilizzando i metodi della ricerca sociale, tra cui l’osservazione e le interviste a gruppi campione, sono stati raccolti dati relativi ai risultati. Il risultato principale del PCF è che per rafforzare la famiglia bisogna affrontare la sfida posta dal “dilemma giovani”!
    La metodologia del workshop:
    – introdurre il ruolo e la funzione dei Gruppi di Sostegno Familiare nell’affrontare questa sfida;
    – condividere i meccanismi per integrare l’utilizzo dei servizi di sostegno familiare dei settori pubblico e privato;
    – discutere il ruolo chiave delle organizzazioni religiose nel costruire le capacità delle famiglie migranti di fornire un contributo significativo alla coesione familiare.
  • I corridoi umanitari in Italia dal 2017 al 2019: una possibile soluzione al traffico di persone migranti. (in italiano)
    Speakers: Relatori: Daniela Pompei, Paolo Morozzo della Rocca, Cecilia Pani (Comunità di Sant’Egidio, Italia)
    Mostra i dettagli
    Più di 3.000 persone sono arrivate in Italia attraverso i corridoi umanitari organizzati da varie ONG. Esse sono selezionate e certificate come rifugiati in campi all’estero (Libano, Africa Orientale), arrivano in Italia in aereo e sono accolte in varie regioni italiane, in piccoli centri comunitari, parrocchie e/o famiglie italiane.
  • La linea d’ombra: la transizione all’età adulta dei minori di origine straniera (in italiano)
    Relatori: Alessandra Cornice, Alfredo Rizzo, Simona Sperindé (INAPP, Italia)
    Mostra i dettagli
    La condizione di persona di minore età segna una linea di confine nel sistema di diritti individuali. È
    noto che la Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1989, definisce il “quadro minimo di tutele” cui hanno diritto tutti gli individui fino al compimento della maggiore età. Analogamente, pressoché tutti i sistemi giuridici di diritto pubblico avanzato hanno fatto propri quegli standard fissati internazionalmente. Ma una volta consolidato lo scudo protettivo normativo cosa succede agli stessi giovani al compimento del 18° anno?
    Chiaramente maggiori sono i fattori di fragilità – tra cui possiamo annoverare certamente la condizione migratoria, aggravata dalla lontananza dalla famiglia per i minori non accompagnati o separati dai genitori – maggiori sono i rischi individuali implicati dalla perdita di tutela da parte delle Istituzioni.
    Il workshop (da tenersi in lingua italiana, eventualmente prevedendo slides di presentazione in inglese) intende analizzare in chiave comparativa con altri Paesi le maggiori criticità da tenere sotto osservazione e le strategie che possono aiutare un giovane che deve passare dal regime di protezione connesso alla condizione di minore età all’autonomia della vita adulta, senza che tale transizione si trasformi in una permanente linea d’ombra.
  • 19.00: EVENTO SOCIALE (cena compresa): Concerto dell’ORCHESTRA DI PIAZZA VITTORIO: “La musica non ha confini” (contributo extra: 15 euro)

    Sabato 16 Novembre 2019
    SESSIONE 3

    9.00 – 10.00
    Keynote speech: Relazione fondamentale: Aspetti psicologico-relazionali e servizi di supporto e integrazione
    Dr. Robert A. SIMON (USA)
    Vedi profilo di Robert A. Simon

    Il dottor Simon è un esperto di Consulenza Psicologica Legale, con oltre 30 anni di esperienza nel campo del diritto di famiglia e delle relazioni familiari. Il suo metodo fornisce soluzioni abilitanti, pragmatiche, empiricamente testate ed eticamente integrate. Laureato alle Università della California e delle Hawaii, opera come consulente e conferenziere in tutto il Nord America.

    Discussant italiano: Daniela POMPEI (Comunità di S.Egidio, Roma)

    10.00 – 11.30: Gruppi di discussione

    11.30 – 12.00: Break

    12.00 – 13.30: Workshops 7 – 12

    1. Le condizioni di vita delle famiglie e dei bambini migranti nella Cina meridionale (in inglese)
      Relatori: Jiexiao Huang, Agnes Law (Cina)
      Mostra i dettagli
      Secondo il recente Censimento, la popolazione migrante nella Cina continentale è di circa 247 milioni, il che significa approssimativamente che nel Paese una persona su sei è in una situazione di mobilità, per la ricerca di lavoro o per trasferimento. A causa della sua economia avanzata e del suo sviluppo sociale, la provincia di Guangdong ha attirato un grande numero di migranti, principalmente dalle zone rurali. Insieme con lavoratori, si stima che ci siano più di tre milioni di bambini in età scolare arrivati nel Guangdong con i loro genitori. In passato i lavoratori migranti erano abituati a vivere in città da soli, lasciando le loro famiglie nel luogo di origine. Attualmente i lavoratori migranti tendono a portare con sé le loro famiglie, insieme con la speranza di sistemarsi in città. Questo fenomeno crea molti nuovi problemi alle politiche sociali. I più immediati sono come rendere loro disponibili un’abitazione, l’istruzione e le cure mediche. In Cina, la registrazione come residente è la base per l’imposizione fiscale locale e la pianificazione della distribuzione di risorse e di pubblici servizi, secondo le caratteristiche dei residenti stessi. L’aumento di famiglie e bambini migranti ha cambiato radicalmente la struttura sociale ed esercita una grande pressione sulle amministrazioni locali, perché formulino nuove strategie politiche per aiutare i nuovi venuti ad integrarsi nelle comunità, ottenendo alloggio e istruzione a prezzi accessibili. Oltre all’insufficienza di pubblici servizi, i differenti stili di vita e percezione dei valori tra gruppi di diversa origine etnica sono fonte di conflitti sociali ed esclusione. I minori sono particolarmente vulnerabili e a rischio di devianza, se le loro famiglie incontrano gravi difficoltà nell’inserimento sociale ed economico.
      La presentazione descriverà brevemente le condizioni di vita delle famiglie migranti e dei loro figli nella Cina meridionale, e le sfide che essi incontrano nella loro ricerca di una vita migliore in città. Saranno inoltre discussi i tentativi del governo e delle ONG di soddisfare i loro bisogni attraverso servizi sociali innovativi.
    2. Il diritto all’educazione per i minori migranti e rifugiati in Europa (in inglese)
      Relatore: Irene Bertana (COFACE Families Europe–Unione Europea)
      Mostra i dettagli
      La missione centrale dell’educazione consiste nel fornire a tutti i bambini, indipendentemente dalle loro condizioni e dalle loro origini, la possibilità di sviluppare appieno il loro potenziale. Purtroppo, oggi il diritto all’educazione non è sempre riconosciuto ai bambini migranti in Europa. Il workshop inizierà illustrando le principali sfide dell’attuale situazione, e proporrà soluzioni olistiche nel campo delle politiche educative, con un approccio legato al ciclo di vita, e coinvolgendo non solo i bambini, ma anche le loro famiglie, le comunità e il personale scolastico per cercare di creare il miglior ambiente possibile per lo sviluppo del bambino. Infine condivideremo buone pratiche di vari membri della COFACE di diversi Paesi europei.
    3. Interventi di cura per bambini e genitori separati a causa della migrazione a partire dal trauma subito (in inglese)
      Relatore: Dorcy Pruter (Istituto per la genitorialità cosciente, USA)
      Mostra i dettagli
      Il trauma, una ferita che non guarisce mai, riesce a trasformare il mondo circostante nella sua stessa immagine, confidando nella sua capacità di ri-creare l’esperienza per un tempo infinito. Riesce a trasmettere l’esperienza da una generazione all’altra. Il presente è vissuto come se fosse il passato. Il risultato è che la generazione successiva è privata della possibilità di situarsi socialmente, e della capacità di definirsi creativamente in modo autonomo da tale esperienza … quando il tempo viene distorso a causa di eventi ingovernabili, la naturale distanza tra le generazioni, segnata dal passaggio del tempo e delle diverse esperienze, resta oscurata.
      Il nostro approccio per risolvere i traumi infantili inizia con la psicoanalisi, ma si è allargato mano a mano che veniva acquisita una maggiore consapevolezza scientifica dell’esperienza dell’infanzia e del ruolo della relazione genitore-bambino nel formare i circuiti neurologici del cervello. Con una maggiore comprensione del trauma e del ruolo dell’empatia genitoriale nel superamento del trauma stesso, il metodo alternativo dei workshop “a partire dal trauma” è stato sviluppato per costruire empatia e per recuperare un sano legame genitore-figlio. In questo workshop, percorreremo i passi necessari per costruire un percorso “a partire dal trauma” per genitori e figli che sono stati separati a causa di una migrazione.
    4. Migrazioni forzate e religione: famiglie copte immigrate in Italia (in italiano)
      Relatori: Giovanni Giulio Valtolina, Laura Zanfrini, Cristina Giuliani, Camillo Regalia (Italia)
      Mostra i dettagli
      Nell’ultimo decennio, l’immigrazione internazionale in Italia ha avuto una crescita impressionante, con una crescente incidenza di famiglie con bambini. In questo fenomeno così sfaccettato, i fattori legati all’appartenenza religiosa giocano un ruolo maggiore di quanto non sia contemplato dalle statistiche ufficiali. Inoltre l’aspetto religioso e i suoi valori sono fattori chiave nel processo d integrazione, principalmente attraverso la mediazione della famiglia e di gruppi su base religiosa. Finora studi e ricerche dedicati a questo argomento sono estremamente limitati, e i loro risultati non sono stati sistematizzati in una prospettiva interdisciplinare, indispensabile per la comprensione di un fenomeno così complesso come la migrazione. A partire dai dati, raccolti durante uno studio multidisciplinare –sostenuto dalla Università Cattolica di Milano – finalizzato a colmare questo vuoto, questo workshop si concentrerà sui seguenti temi: la religione e le credenze religiose nelle traiettorie delle famiglie migranti (forzate); appartenenza religiosa e migrazione (forzata): uno studio sulle famiglie copte immigrate in Italia; appartenenza religiosa e migrazione (forzata): uno studio sui minori copti immigrati in Italia.
      Le evidenze raccolte confermano il ruolo chiave della religione nel Paese ospitante, così come l’importanza di una “cassetta degli attrezzi” interculturale istituzionale per riuscire a mantenere forti radici e sviluppare nuovi germogli.Laura Zanfrini, Professore ordinario di sociologia delle migrazioni, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
      Camillo Regalia, Professore ordinario di psicologia sociale, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
      Cristina Giuliani, Professore associata di psicologia sociale, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
      Giovanni Giulio Valtolina, Professore associato di psicologia interculturale, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.
    5. Multietnicità, socializzazione, istruzione e interculturalità (in italiano)
      Relatori: Simone Varisco, Margherita Cestaro, Vinicio Ongini (Fondazione Migrantes, Italia)
      Mostra i dettagli
      Storia e dettagli dell’Italia multietnica: rapporti tra l’immigrazione e l’assistenza ai migranti (Simone Varisco, Fondazione Migrantes)
      Dalle famiglie alle istituzioni sociali (Margherita Cestaro, Università di Padova)
      Scolarità e culture interconnesse: modelli educativi, costruzione di relazioni e considerazioni periferiche (Vinicio Ongini, Ministero della Istruzione, dell’Università e della Ricerca).
    6. Siamo ascolto che accoglie ed accompagna: la consulenza familiare per salvaguardare i diritti dei minori e delle famiglie immigrate/rifugiate in ricongiungimento (in italiano)
      Relatori: Stefania Sinigaglia, Rita Roberto, Sarah Hawker (AICCEF, Italia)
      Mostra i dettagli
      Molti uomini, donne e minori (anche non accompagnati) si trovano a vivere e sostenere le difficoltà della migrazione o dell’essere rifugiati. Difficile in queste situazioni preservare la vita familiare, i legami di coppia, ma anche vivere e sostenere una genitorialità a distanza. Quest’ultima esperienza spesso è il passaggio obbligato per l’attuazione del progetto di ricongiungimento con tutta la famiglia, o parte di essa, una volta raggiunta una certa stabilità economica e abitativa. Le relazioni di coppia, quelle genitori-figli a distanza e il successivo ricongiungimento sono eventi critici che fanno parte del ciclo familiare di molti migranti/rifugiati e come tali devono essere compresi per poter rispondere in modo adeguato ai bisogni che esprimono nel corso del loro processo di stabilizzazione insediativa. Il ricongiungimento è una fase particolare del ciclo di vita della famiglia immigrata/rifugiata poiché spesso mette in atto inedite pratiche sociali che riconfigurano ruoli e relazioni familiari differenziati nel tempo e nello spazio e contribuisce alle fratture/conflitti coniugali e intergenerazionali e per questo deve essere visto nelle sue criticità e risorse secondo principi di uguaglianza e valorizzazione delle differenze. È importante riconoscere il diritto all’unità familiare ma è anche importante riconoscere che non sempre il ricongiungimento è condizione “sine qua non” per il benessere del progetto migratorio del singolo, della coppia o della famiglia.
      La famiglia migrante/rifugiata ha una storia dilatata nel tempo e nello spazio, propone modelli di convivenza e di relazioni intrafamiliari che spesso interrogano i nostri operatori sociali, a rischio di percepirla come “incompleta” e “più problematica” rispetto alla famiglia autoctona di tipo nucleare moderno. Troppe volte la cultura ospitante arriva facilmente all’equivalenza sbrigativa tra lontananza dei genitori o della madre e abbandono dei figli. In realtà in consulenza familiare emergono narrazioni che portano in luce il lavoro paziente “di tessitura di relazioni” dei membri che abitano al paese di origine e che continuano a mantenere legami fiduciari trascendendo le prossimità fisiche, almeno nei primi anni del ricongiungimento. Con questo non si vuole negare la problematicità dell’evento del ricongiungimento ma si vuole insistere sulla necessità di allargare lo sguardo nello spazio e nella storia delle famiglie e dei singoli per non adottare modelli di intervento standard che rischiano di porsi più in una prospettiva erogatrice che di “cura delle relazioni e delle risorse” del nucleo familiare. La consulenza familiare alla coppia e alla famiglia di migranti/rifugiati rappresenta un valido supporto per preservare la famiglia e i minori durante questa sfida in quanto si inserisce bene come percorso socio educativo tra le diverse tappe del ciclo di vita familiare e progetto migratorio attento alle dinamiche relazionali della famiglia in movimento. La consulenza familiare aiuta e supporta la famiglia che si riunisce, dopo una separazione più o meno lunga, a fronteggiare un confronto tra i suoi membri che comprende: le aspettative reciproche, le capacità di adattamento individuali e del nucleo familiare, la separazione da precedenti legami e l’investimento sul processo migratorio. Inoltre rappresenta un valido accompagnamento e sostegno per i tutori volontari o le famiglie affidatarie previsti dall’art. 7 ed 11 della legge italiana n. 47 del 7 aprile 2017 “Disposizioni in materia di misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati”.
      Durante il workshop proietteremo un power point con le basi teoriche e metodologiche delle fasi della consulenza familiare rivolta a migranti/rifugiati, alla coppia genitoriale e ai Tutori e Affidatari (legge n. 47 del 2017). Attraverso l’analisi di alcuni casi e di schede operative affronteremo praticamente la varie fasi della consulenza precedentemente illustrate. Stefania Sinigaglia: Presidente AICCeF, docente area umanistica, consulente della coppia e della famiglia, direttrice del Centro di Consultazione e Formazione SPAZIO FAMIGLIA “Nina Moscati” – Napoli.
      Rita Roberto: Consigliere Direttivo AICCeF, pedagogista, consulente della coppia e della famiglia, formatrice nel volontariato sociale e centro educazione alla mondialità CEM
      Sarah Hawker: Consigliere Direttivo AICCEF, esperta di marketing manager, consulente della coppia e della famiglia, incaricata per le relazioni internazionali dell’Aiccef.

     

    13.30 – 14.30: Pranzo

    SESSIONE 4

    14.30 – 17.00: Sessione conclusiva
    Tavola rotonda e conclusioni dell’ ICCFR

    • Agnes LAW, Board ICCFR (Cina)
    • Carlotta SAMI, UNHCR Italia (Alto Commissariato ONU per i Rifugiati) (*)
    • Vincenzo BASSI, FAFCE (Federazione delle associazioni familiari cattoliche in Europa)
    • Lucilla ANASTASIO, Ordine degli Avvocati – Roma (Italia)
    • Sir Mathew THORPE, ICCFR Trust (Regno Unito)

    Conclusioni: Sven IVERSEN, Board ICCFR (Germania)

    (*) da confermare

    17.00 – 18.00: Brindisi di saluto

    Domenica 17 Novembre 2019

    Tour di Roma (per chi lo desidera)

     

    Termini di iscrizione e quote

    • Iscrizione anticipata: 100 euro fino al 30 settembre 2019
    • Iscrizioni dal 1° ottobre 2019: 140 euro
    • Concerto dell’Orchestra di piazza Vittorio “La musica non ha confini” di giovedì 14 novembre 2019: 15 euro per gli iscritti alla Conferenza
    • Termine delle iscrizioni: 8 novembre 2019

    La quota di iscrizione comprende: la partecipazione ai lavori della Conferenza; i materiali in distribuzione; la traduzione simultanea (italiano-inglese e viceversa) durante le sessioni plenarie; i pranzi e i coffee breaks (venerdì 15 e sabato 16 novembre); i brindisi di benvenuto (giovedì 14 novembre) e di saluto finale (sabato 16 novembre); il Rapporto Cisf 2014 “Le famiglie di fronte alle sfide dell’immigrazione” (Edizioni Erickson).

    Le spese di viaggio e di alloggio non sono comprese.

    Cancellazioni

    • Cancellazioni prima del 15 di ottobre: restituzione integrale della quota
    • Cancellazioni tra il 16 di ottobre e l’8 novembre: verrà trattenuta una penale di 35 euro
    • Dopo l’8 novembre: la quota di iscrizione non sarà restituita
    • Se un iscritto fosse impossibilitato a partecipare, può nominare un sostituto
    • Attenzione! Eventuali disdette di prenotazioni presso alberghi dovranno essere regolate direttamente con l’albergo stesso

    Accompagnatori:

    Eventuali accompagnatori degli iscritti alla Conferenza possono partecipare agli eventi sociali (brindisi di benvenuto di giovedì 14 novembre e/o concerto dell’Orchestra di piazza Vittorio di venerdì 15 novembre) versando una quota unica di 35 euro a persona.

    Protezione dei dati personali

    Elenco dei partecipanti:

    L’elenco dei partecipanti sarà inserito tra i materiali della Conferenza. Se non si desidera comparire in tale lista, lo si segnali a cisf@stpauls.it.
    I dati personali forniti agli organizzatori saranno utilizzati solo allo scopo di organizzare e condurre la conferenza, e saranno conservati secondo le norme del regolamento per la protezione dei dati generali dell’Unione Europea (GDPR), il regolamento tedesco (Bundesdatenschutzgesetz) e il regolamento italiano (L. 196/2003) per la protezione dei dati. Tali dati non saranno consegnati a terzi a meno che sia necessario per lo svolgimento della Conferenza (es.: consegna della lista dei partecipanti alle autorità per la concessione di determinate autorizzazioni). Le nostre modalità di protezione della privacy sono consultabili integralmente presso: https://iccfr.org/privacy-policy/.

    Richiesta di visto

    Lettere di invito: è responsabilità esclusiva dei partecipanti l’eventuale richiesta di visti di ingresso. Le persone che necessitassero di un visto di ingresso possono chiedere una lettera di invito tramite posta elettronica. La lettera di invito sarà inviata solo dopo il completamento dell’iscrizione e il pagamento della relativa quota. Le lettere di invito sono emesse esclusivamente per le necessità legate al visto, e non rappresentano in alcun modo un impegno finanziario da parte degli organizzatori.

    Fotografie:
    ICCFR e gli organizzatori scatteranno fotografie della Conferenza per il loro archivio o per pubblicazione. Le stesse, potranno essere fornite ai rappresentanti dei media presenti alla Conferenza.

    Iscrizione

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